
Data: Thursday, 02 January 2025 20:06
Riceviamo e pubblichiamo:
Senza preamboli entro in argomento, poiché la questione è seria: caro Nicola, comprendo le difficoltà, ma così non va!
Difatti, sono sempre stato a favore del ‘primato della politica’ – e si badi bene, tra chi mi ha formato, politicamente parlando, c’è pure il defunto Franco Fiorita- ma questo ‘pressapochismo’, neanche politicante bensì molto peggio, sta uccidendo, inesorabilmente, ‘il tessuto’ della città Capoluogo di Regione.
Senza visione, senza prospettiva e senza personale politico -e tutt’e tre mancano, poiché a mancare, in primis, è proprio la politica- non si conseguono risultati, semmai si finisce ‘in bancarotta’, già di per sé violazione di legge in giurisprudenza, ma pure nel mondo della pratica di noialtri politici, se reato non è, certamente si configura quale, sebbene laicamente parlando, ‘peccato mortale’.
Non è dunque, la questione della sola vicenda concertistica di fine anno, anche al netto del discutibile menestrello, ingaggiato per la festa in piazza (poi, se suddetto idiota, osanna pistole e auspica linciaggi alle forze dell’ordine, avrebbe dovuto tenere la sua performance a casa di ‘Don Corleone’ ne ‘il Padrino’, giammai nel Capoluogo di Regione).
Infatti, il ‘cattivo uso del politicume, lasciamolo a qualche improbabile ‘assessora al culturame’, la quale sta alla politica parimenti a come starebbe ‘Mariangela Fantozzi’ ad un concorso di bellezza -e qui non specifico se la beltà di entrambe sia afferente alla buonanima di Moana Pozzi- epperò o si cambia verso, marcia, passo e direzione, altrimenti tutto va a rotoli, inesorabilmente, benché per tempo avvertiti, dal sottoscritto, tutti quanti.
Innanzitutto, Catanzaro, proprio perché Capoluogo di Regione, deve essere non solo ben amministrata, parimenti a qualsivoglia Comune dell’orbe terraqueo, ma dato il suo ruolo istituzionale e ufficiale, cioè di ‘prima Città della Calabria’, la buona amministrazione si intreccia, inevitabilmente, con la politica, quindi la si finisse, una buona volta per tutte e presto, prestissimo anziché no, con i tecnici e il ricettacolo dei sinitrorsi da sinistrume.
Difatti, questi ultimi, invece di calarsi nelle vesti istituzionali e consone -forse tirando, tra l’altro impropriamente, per la giacchetta lo stesso Sindaco- sin dal debutto di siffatta esperienza, hanno scambiato l’Amministrazione Comunale, quasi come un happening di Bob Marley, pur se pure costui era ‘affumicato’ di sinistrune, ma veniva dalla Giamaica e non certo dalla Cuba del Castro.
E qui, anche, bisognerebbe compiere una qualche approfondita riflessione, sempre che ‘cambiaventisti e cambiamovisti’ siano in grado di comprendere il mio ragionamento, dando per scontata la di loro difficoltà, perché è altrettanto scontato come lorcostoro non sono me (e per mia fortuna!).
Difatti, se allo stesso ‘presidenzialcardiopatico’ Occhiuto ho fatto notare ‘le sue follie cubane’, non da meno posso tacere -e non per par condicio- la medesima inopportuita` verso ‘i sinitrorsi exstraparlamentari al morzello’, in quanto di riffa e di raffa, certe cose, in un periodo simile, laddove tornano a spirare i gelidi venti di una nuova guerra fredda (la quale sarà più fredda della precedente), non solo non di fanno, ma non si dovrebbero neanche pensare di fare.
A meno che -tanto per fare due esempi- Bosco e la ‘Montecomesichiamalei’ (un tempo, forse per amore, ultra destrorsa e oggi riconvertita sinistrorsa) non decidessero (con gaudio e gioia di tanti) l’espatrio a L’Avana e relativa acquisizione della cittadinanza in quello Stato.
Aivoglia a dirmi -come mi è stato detto- “ma questa è una cosa di due anni fa”, perché certe nefande sciocchezze, almeno per altri e, soprattutto, per chi ‘valuta’ (diciamo così!), non si cancellano nemmeno dopo un decennio o quasi (Sigonella docet!), e comunque non si invita la nipote di Castro, accompagnata da annessa Ambasciatrice al seguito.
Poi, per tornare ad argomenti più terra terra, qui manca la ‘direzione’ del progetto politico-amministrativo, senza la quale non si possono compiere scelte e principalmente difendere il ruolo della Città, al netto dell’intrinsecamente ed estrinsecamente significato di Capoluogo Regionale.
Insomma, tra cincischiamenti enigmatici sulla vicenda rifiuti, il degrado delle reti stradali urbane, i bandi di patronage per feste che farebbero vergognare pure le sagre paesane, le scriteriate formule dei parking e l’assenza di vibrante, nonché concettuale proposta propositiva, rende questo tempo trascorso e quello che viviamo, si fluido, ma in senso ‘melmoso’, perciò nefasto.
Ecco quindi, palesata l’inelluttabilita` di tentare un ultimo passaggio, alfine di salvare il salvabile, attraverso una nuova (e questa volta definitiva) Giunta, chiaramente politica e competente della materia, oppure con degli innesti maggioritari in seno all’esecutivo cittadino, sennò nessuno va da nessuna parte.
Anzi, mi correggo: qualcuno, da qualche parte va, ovvero a ‘casa’ e nel peggiore dei modi.
Vincenzo Speziali, membro del Bureau Politique dell’Internazionale Democristiana
Categoria: Politica
Fonte: catanzaroinforma.it