
Data: Tuesday, 07 January 2025 09:33
Riceviamo e pubblichiamo:
Il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica è stato commentato positivamente da quasi tutti. Le lodi si sono riversate copiose sul capo dello Stato.
Le condivisioni sono state senza riserve. Come sempre prevale il “galateo”istituzionale che nasconde riserve e distinguo. I messaggi e gli interventi del capo dello Stato sono stati sempre forti nelle argomentazioni e l’adesioni ampie, escludendo coloro che non praticano la ipocrisia e quelli che ,per scelta, sono comunque dissenzienti per vocazione.
Molti speravano che i punti trattati sarebbero stati ripresi e discussi. Ma dopo i commenti della stampa di giorno 2 gennaio e’ calato il silenzio. Vediamo nei prossimi giorni. Il filo conduttore del ragionamento di Mattarella,come sempre,sono i diritti,la giustizia,il rispetto dell’Uomo, le libertà democratiche: un ossequio alla Costituzione.
Mattarella ha parlato di partecipazione. La partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini sono i tratti distintivi di una democrazia. Quando ai cittadini viene sottratto il diritto -dovere di scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni rappresentative da assurde leggi elettorali e il Parlamento è ridotto ad una esangue espressione, privato dalle prerogative costituzionali,la democrazia è in crisi.
E ancora quando non ci sono più i partiti, fondamentali per la politica, sostituiti da clan e capi tribù interessati a difendere interessi parziali,quando i centri decisionali sono altrove in apparati del parastato sottratti ai controlli democratici,quando il mondo della cultura è per la maggior parte silente e ossequioso,quando sui cittadini si infierisce con tassazioni infami, occultate nelle bollette siamo in una condizione di precarietà morale.
Il 3 gennaio del 1925 Il duce del fascismo, dopo il delitto Matteotti, liquidava definitivamente il Parlamento sospendendo le libertà. Non siamo a questo, ma il percorso strisciante, iniziato con la rivoluzione della metà degli anni ‘90, sta svuotando il Parlamento e ferendo i principi democratici.
Sarebbe bello che partendo da quel 3 gennaio 1925 si esaltasse il valore del Parlamento non dimezzato per garantire l’agibilita’ democratica. Tutto questo non si garantisce con il progetto del premierato e con l’Autonomia differenziata. Iniziamo ad eliminare i tanti costosi orpelli come le Autorità Indipendenti dalle leggi penali ed economiche,creiamo le condizioni che gli organi che vivono con i soldi dei contribuenti siano controllati.
Infine bisogna lottare per una legge elettorale per la elezione dei parlamentari proporzionale con le preferenze. La politica si può ricomporre e riappropriarsi degli spazi impunemente sottratti ad essa. Il moderatismo significa questo. Non è la giostra delle vanità ma l’incontrario.
Mario Tassone
Categoria: Cronaca
Fonte: catanzaroinforma.it