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Situazione alla Karol-Betania, un lavoratore: “Io non ci sto” a una “assuefazione stipendiale passiva”

Data: Sunday, 19 January 2025 12:06

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile redazione di Catanzaro Informa,

a seguito dell’articolo pubblicato dal vostro quotidiano, in data 13/01/2025 dal titolo “Karol Betania, la replica dell’azienda sugli stipendi e sul futuro” sono un professionista che lavora presso la Karol-Betania Strutture Sanitarie Srl e vorrei dire la mia, uno sfogo, su cosa si intende per “promesse che calmano gli animi” ma che alla fine si dimostrano per quelle che sono, ossia “parole vuote”.

Se un Amministratore di un’Azienda si permette di affermare che alla data del 13/01/2025 c’è solo lo stipendio arretrato di Gennaio 2024, quando nella realtà io, lavoratore, attendo ad oggi, il pagamento di tre stipendi (Gennaio 2024, Novembre 2024, Dicembre 2024), se lo stesso Amministratore dichiara che il mese di Novembre 2024 sarà pagato “tra il 15 e 16 gennaio 2025” allora c’è qualcosa che non va, visto che ad oggi, 18/01/2025, non ho ricevuto gli stipendi vantati! Credo che ormai, prendendo lezione dalle vicessitudini passate, dal “disagio” che da’ il benvenuto al nuovo anno, nonostante tutte le Azioni Sindacali messe in campo per far presente le difficoltà, per far prendere coscienza di ciò che accade alle persone e alle Istituzioni, è allora, con senso critico, si può affermare che il lavoratore rischia di entrare o è già entrato in una situazione di “assuefazione stipendiale passiva”, dove tutto è normale, tutto è lecito, tutto è tranquillo, basta lavorare.

 

Mi dispiace, ma “Io non ci sto” parafrasando umilmente un Presidente della Repubblica, e lo ripeto “Io non ci sto”.

 

Sembra che i lavoratori sono entrati in un circolo vizioso dove il diritto è confuso, ad esempio, con la “gentile concessione” di un stipendio quando lo dice l’imprenditore o l’Amministratore Delegato di turno. Questa in realtà è una mancata applicazione di un Diritto del lavoratore, visto che i DOVERI nei confronti dell’Azienda e delle persone fragili che assistiamo quotidianamente, sono garantiti. E non accetto neanche la condizione ed il pensiero che si può riassumente in “se non ti trovi bene, puoi licenziarti e andare a  lavorare da qualche altra parte”. 

Non mi dispiace ripetermi e così riaffermo “Io non ci sto”. Se l’imprenditore non riesce a gestire l’Azienda nella quale ha scelto di investire, allora che prenda coscienza dei suoi limiti e se ne vada e ceda le redini della situazione a qualcun altro. Apriamo gli occhi e le orecchie, ritorniamo in noi, ritorniamo nelle condizioni che ci assicurano il Diritto e la Legge, non solo per Noi lavoratori ma per le nostre famiglie e per un futuro più equo e migliore.

Lettera firmata

Categoria: Sanita' E Salute

Fonte: catanzaroinforma.it