
Data: Sunday, 19 January 2025 12:25
Domani Nicola Fiorita terrà un’attesa conferenza stampa “di metà mandato”. La dizione suona al tempo stesso programmatica e apotropaica. Vuole sottolineare il dato cronologico dei 30 mesi trascorsi all’insediamento della sua giunta all’indomani del luglio 2022 quando ne mancano altrettanti alla conclusione naturale del mandato.
Ma intende anche diradare l’ombra minacciosa del termine anticipato dell’esperienza del cambiamento via “Cambiavento”, verso cui l’esortano le bordate dell’opposizione, con modalità, termini e propositi molto sfumati da un punto all’altro dello schieramento. In proposito c’è la posizione molto netta del gruppo di Forza Italia che, in toto, per iscritto e verbalmente non esita a tacciare Fiorita del poco lusinghiero titolo di “peggior sindaco della storia di Catanzaro”.
Ma, dietro l’apparente e appariscente dura compattezza del giudizio e del suo distillato finale, il ritorno per le vie brevi alle urne, non manca chi vi scorge una sfumatura non di poco conto tra le esternazioni dirette del consigliere comunale e regionale, nonché ex alleato di maggioranza, il forzista Antonello Talerico, e l’irruenza meno plateale del consigliere e coordinatore provinciale di FI, Marco Polimeni. Al momento, Talerico ha fatto da testa d’ariete, su social, web e stampa; Polimeni ha sottoscritto e certamente stilato dichiarazioni congiunte e di gruppo. Altrettanto sopita, perlomeno al momento, l’espressività destruens di Fratelli d’Italia e Lega.
Il loro giudizio complessivo sull’esperienza Fiorita rimane oltremodo negativo, ma non si registrano al momento esplicite fughe in avanti. Tanto che Forza Italia si trova a invocare il ritorno al voto in singolare compagnia con gli ultimi dei “delusi e abbandonanti”, i consiglieri di Azione che, non intravedendo significativi cambi di passo dopo il loro ingresso nel perimetro, hanno preferito abbassare la capote della loro triposto per accomodarsi ai box del circuito: manca la benzina, utile il rifornimento in voti.
È probabile che i gruppi di opposizione vogliano guadagnare tempo, poiché anche per loro il ritorno alle urne non si presenta privo di incognite, soprattutto in momenti di astensionismo feroce e di disincanto cosmico come l’attuale e quando, semmai, le migliori energie sono indirizzate alla scadenza cardine delle regionali che si terranno ad autunno 2026. Manca al momento una figura chiara e definita intorno alla quale il centro destra possa convogliare intenzioni e operosità elettorali.
I più probabili candidati a sindaco hanno discretamente fatto sapere di avere altri progetti personali, tutti legittimi ma, or come ora, comportanti meno grattacapi che assumere l’incarico di guidare l’amministrazione di una città in scompenso demografico, in affanno progettuale e alla ricerca di un difficile rilancio.
Nicola Fiorita domani in conferenza cercherà di mostrarsi più ottimista di quanto probabilmente sia nel profondo. Per mantenere una maggioranza numericamente accettabile finora ha provato tutto quanto legittimamente e politicamente possibile, andando anche al di là di incongruenze concettuali e frizioni caratteriali. Si ritrova a metà mandato potendo contrare su un gruppo di sostenitori convinti e solidali e su un altro gruppetto – il bacino del gruppo “Misto” in cui ricercare l’appoggio dei “volenterosi e dei fattivi”– sul quale, non per nulla, si sono concentrati gli avvertimenti per nulla dissimulati di Forza Italia circa l’inconciliabilità di un sostegno a Fiorita e la futura candidatura in una lista di centro destra.
Il sindaco a metà mandato si concentrerà sulle cose fatte e su quelle da fare. Oggettivamente, la città soffre: difficile individuare oggi una virata verso il cambiamento auspicato. Le difficoltà oggettive, di ordine politico e finanziario, hanno sicuramente remato contro e un approccio non determinato sul piano operativo, apparso per molti versi evanescente e non corrispondente alle intenzioni, ha completato l’avvertita e palpabile sensazione di stallo e di mancata inversione di marcia.
A suo favore Fiorita potrà appellarsi, per ribattere all’asserita mancanza di programmazione – i nuovi progetti non ereditati dalla passata amministrazione –, date e dati alla mano, con la chiusura dei dossier oggi aperti sulla nuova Agenda Urbana e Metro, oltre che sulla prossima conclusione dei lavori già avviati he promettono di intravedere il nuovo.
Basterà questo per ritrovare nuovo impulso? Probabilmente no, e su questo c’è l’attesa, giustificata, per la conferenza stampa di domani. Anche se la prova del nove si avrà soltanto a partire dal prossimo Consiglio comunale, ancora non calendarizzato, quando dalle parole si passerà ai voti, anche su mozioni e documenti in via di definizione.
Categoria: Politica
Fonte: catanzaroinforma.it