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Lavoro, attese in Calabria 2.060 assunzioni: difficoltà per il 45,6% dei posti da coprire

Data: Monday, 20 January 2025 08:18

L’occupazione in Italia raggiunge livelli record, con una crescita significativa soprattutto nel Sud del Paese. Secondo un report dell’Ufficio studi della Cgia, basato su dati di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, il numero di assunzioni previste per il primo trimestre del 2025 è impressionante: circa 1,37 milioni di nuovi posti di lavoro, di cui 380mila a tempo indeterminato. Eppure, nonostante questo slancio positivo, il panorama del mercato del lavoro italiano nasconde delle contraddizioni che meritano attenzione.

 

Il paradosso che emerge da questa analisi è che, pur registrando un aumento del numero di occupati e delle ore lavorate, le difficoltà per le imprese nel trovare personale qualificato sono evidenti.

La carenza di competenze sta diventando uno degli ostacoli principali per l’assunzione. A livello nazionale, si stima che almeno uno su due dei posti di lavoro previsti possa non essere ricoperto, con il rischio di vanificare una parte significativa delle opportunità occupazionali. Inoltre, nonostante il numero di disoccupati continui a diminuire, la stagnazione salariale persiste, rendendo difficile il miglioramento delle condizioni economiche per molti lavoratori.

 

Parlando di assunzioni, in Calabria, ne sono attese 2.060 con una crescita del 9,7% rispetto a un anno fa. Ma si segnalano difficoltà per il 45,6% dei posti da ricoprire. La situazione più virtuosa è attesa a Vibo con il +20,1% (che corrisponde a +350 entrate), quarto dato in assoluto nel paese. Seguono Cosenza, diciannovesima, con il +10,5% (+820), Crotone, venticinquesima, con il +9,1% (180), Reggio Calabria, ventisettesima, con il +9,1% (+460) e Catanzaro, quarantatreesima, con il + 5,2 (+240)

Le opportunità di lavoro ci sono, ma spesso non corrispondono alla preparazione e alle aspettative dei giovani, molti dei quali scelgono di emigrare per cercare condizioni migliori. La crescita economica che si registra oggi potrebbe non essere sostenibile senza un adeguato ricambio generazionale, il che solleva preoccupazioni sul futuro a lungo termine.

 

Uno degli aspetti più allarmanti del report della Cgia riguarda il calo drastico della partecipazione giovanile al mercato del lavoro. La fascia di età 25-34 anni, che nel 2004 contava circa 8,5 milioni di persone, oggi si è ridotta a soli 6,2 milioni, con una diminuzione inedita rispetto agli altri Paesi europei. Questo fenomeno è legato non solo alla riduzione delle nascite, ma anche alla crescente difficoltà dei giovani nel trovare occupazione stabile e remunerativa.

 

In Calabria, la situazione è ancora più critica. La carenza di ricambio generazionale è un tema centrale: la regione soffre di un calo demografico che non ha precedenti. L’indice di natalità in continua discesa sta mettendo a serio rischio la sostenibilità del sistema economico e sociale. La diminuzione della popolazione attiva, che va di pari passo con l’aumento delle pensioni, sta creando un divario che rischia di ampliare le disuguaglianze tra il Sud e le altre regioni italiane.

 

Il quadro che emerge è complesso e preoccupante. Entro il 2028, si prevede che circa 3 milioni di lavoratori andranno in pensione in tutta Italia. La Calabria, con 755mila pensionati e solo 529mila occupati, si trova in una posizione particolarmente squilibrata. L’indice di popolazione attiva, che misura il rapporto tra coloro che sono prossimi al pensionamento e quelli che entreranno nel mondo del lavoro, è destinato a crescere ulteriormente, con conseguenze negative per l’equilibrio del sistema previdenziale e per la produttività.

In questo contesto, la crescita occupazionale attesa per il 2025 potrebbe non essere sufficiente a compensare la carenza di forza lavoro giovane, con il rischio che il sistema economico nazionale, e in particolare quello del Sud, non riesca a mantenere i livelli di produttività necessari per sostenere la crescita.

Categoria: Cronaca

Fonte: catanzaroinforma.it