
Data: Monday, 20 January 2025 14:22
Per contestualizzare il procedere della conferenza stampa di metà mandato del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, in Biblioteca comunale, location in parte neutra e in parte indicativa di un certo discorso culturale che nel suo svolgersi ha avuto un certo peso, è bene partire dal fermo immagine iniziale: al centro il primo cittadino, distribuiti equamente a destra e a sinistra otto dei nove componenti della sua giunta.
Per la cronaca mancava, per impegni nella Capitale, la sola (tocca scrivere così, per accordare l’aggettivo al sostantivo che segue) assessora al Bilancio Luisa Lacava. Niente slanci di fantasia sollecitati dalla fortuita assenza: non ci sarà alcun sommovimento nella giunta Fiorita-ter, come conseguenza dell’uscita dal perimetro della maggioranza di Azione, perché il gruppo non era rappresentato da alcun esponente. Si diceva fossero due, ma il sindaco lo ha smentito seccamente nel rispondere a precisa domanda.
E questo è il primo dato politico. Il secondo lo riserviamo per la chiusura, perché merita.
Altro dato che aiuta a contestualizzare la grande partecipazione di pubblico, a stento, anzi per nulla, contenuto nella pur capiente sala Placanica. Fiorita via social aveva invitato a partecipare soprattutto chi non si era mostrato d’accordo con lui, ma l’invito, evidentemente, ha subito una ritorsione di 180 gradi perché al termine della sua lunga esposizione (50 minuti netti) l’applauso è partito all’unanimità dei presenti, scrosciante e prolungato.
Nicola Fiorita inizia evidenziando che, rispetto al calendario, la conferenza si tiene con qualche giorno di ritardo, essendosi insidiato sul finire di luglio 2022. Sulla testa di sindaco e assessori campeggia una sorta di trancio di formaggio parmigiano che non è magrittaniamente tale, bensì la proiezione topografica del territorio di Catanzaro, inteso come abitato e come agro, si diceva nelle vecchie cronache. E questa è già un’indicazione di dove si sarebbe andato a parare, non con tutti i torti: il territorio è grande, la città pure, i soldi sono pochi, il personale non ne parliamo nemmeno: Insomma, amministrare è difficile, molto.
Fiorita ammette che essendo le aspettative alla sua elezione molto alte, può darsi che la delusione di molti che pure lo hanno sostenuto, può dirsi in un erto senso giustificata. Usa un paragone immobiliare: è come entrare in un appartamento da poco acquistato e accorgersi, dovendolo ristrutturare, che escono fuori tanti inconvenienti, roba da rattoppare e da sistemare, che in prima battuta non si erano considerati. Si poteva quindi fare di più? “Probabilmente sì”, ammette.
Non si è fatto nulla, la città è ferma? “Assolutamente no”, ribatte. E da qui in poi, aiutato da oltre 130 slide, è partito il lungo elenco delle cose fatte. Cose che, messe uno dopo l’altro, offrono un quadro tutt’altro che statico dell’attività dell’Amministrazione che presiede. Nell’iniziare il lato pratico del discorso, Fiorita non rinuncia al preambolo ideologico: “Sono un sindaco di sinistra, lo rivendico e ne sono orgoglioso”. I due consiglieri regionali del Partito democratico, Raffaele Mammoliti e Amalia Bruni, avranno sicuramente apprezzato, così come il nuovo segretario cittadino dem Antonio Calogero, oltre che la vicesindaca Giusy Iemma nel suo ruolo di presidente regionale. In verità il pronunciamento era giustificato dal primo comparto di interventi via via presentati sotto l’incipit: “Prima i deboli e i bambini”, per dire dei quattro asili al posto di uno solo che i catanzaresi si ritroveranno a fine mandato. Solo uno dei tanti esempi di realizzazioni che al termine della partita renderà chiaro a tutti che “la città sarà molto migliore di come l’abbiamo trovata”.
Così, per limitarsi alle cose già realizzate e a quelle che si concretizzano ne giro di una settimana o due, dagli asili all’efficientamento delle scuole, all’introduzione delle fasce Isee per il ristoro delle mense scolastiche, alla riapertura dei centri sociali nei quattro angoli della città e a quella delle aule studio, una a Lido e l’altra a Palazzo Fazzari a breve, ai Parchi giochi riattivati, alla Pineta di Siano che riapre, agli impianti sportivi rinnovato a partire dal Ceravolo, al ciclodromo al Corvo, ad Agenda urbana che porta il Centro per l’impiego in centro, a Villa Margherita di immediata riqualificazione, all’ex Istituto Rossi nuovamente agibile, alla prossima nuova gestione del san Giovanni da parte della Fondazione Sud, all’attenzione alla Città sotterranea, all’area Nicholas Green, alla Mazzini e così via, passando per Gagliano, e le ciclovie, e le banchine, e lo studentato Erasmus di via Cilea che fa il passo con la Casa dello Studente di Umg a via Marincola Pistoia eccetera eccetera.
Chi vuole può trovare traccia nella registrazione della conferenza stampa reperibile sul web. Il dato finale è presto riassunto: nei primi due anni e mezzo sono stati reperiti e impegnati 56 milioni di euro per le opere pubbliche, che diventeranno oltre 70 a fine gennaio con l’assegnazione della nuova Agenda Urbana. Con metafora calcistica molto apprezzata dai presenti: “Siamo solo al termine del primo tempo, il secondo sta iniziando solo ora”. Per il risultato finale, insomma, dice, Fiorita, è bene aspettare la fine della partita. Questione di visione, che prima mancava e ora, finalmente, c’è: “Per tanto tempo si è pensato al presente, noi vogliamo pensare al futuro”.
E allora, com’è che i cittadini queste cose mostrano di non avvertirle? Che si ha l’impressione di una città sempre più in difficoltà? Che le cose a cui tengono nel quotidiano, le strade, il verde, i trasporti, non raggiungono un livello di accettabile soddisfazione? “Dobbiamo imparare a comunicarle meglio – osserva il sindaco – e mi impegno a fare una conferenza stampa al mese, se può servire. Sulle partecipate è già deciso che terremo conferenze a parte. Pe le buche, cosa che appassiona molti, per un intervento risolutivo ci vogliono fondi che al momento non abbiamo. Verso fine mandato sottoscriveremo un mutuo ad hoc, con i soldi provenienti dal recupero dall’evasione dei tributi. Ci sono poi cose che non rientrano nelle nostre competenze, come il servizio idrico che è in mano a Sorical. Sui rifiuti abbandonati non possiamo farci nulla, nemmeno con mille foto trappole, se ci sono ancora incivili e maleducati che buttano le buste dei rifiuti per strade”.
Il vero cruccio del sindaco viene fuori qui, il non essere ancora riuscito a compiere passi decisivi verso la rivoluzione culturale che era nelle intenzioni sue e della sua campagna elettorale. “Il primo vero obiettivo – dice – è il rispetto delle regole. Ci sono 700 ordinanze di demolizione di edifici abusivi dal 2914 a oggi. Non se n’è abbattuto nemmeno uno. Domani iniziamo con il primo. Tari e Imu non sono pagate da molti. Dobbiamo recuperare le somme, perché è giusto così. Lo faremo con gradualità. Ma va fatto. Purtroppo le azioni incisive creano disturbo e fastidio. A tutti consiglio il film di Ficarra e Picone “L’ora legale”. C’è un sindaco eletto a furor di popolo che vuole fare pagare le tasse e per questo non è più gradito”.
L’altro dato politico, della tenuta della maggioranza in Consiglio, Nicola Fiorita si mostra poco preoccupato. “La nostra giunta è già nata così, in minoranza. Ricordo che all’esito del primo turno poteva contare su dieci voti in Consiglio. Dopo il ballottaggio, per accordi trasparenti, è arrivata a quattrodici. Di questi quattordici, un solo consigliere si è sfilato. Per cui siamo abituati. Chi crede nella città ci aiuterà E d’altra parte anche Azione ha sempre detto che non farà mancare il suo sostegno in presenza di provvedimenti utili alla città. Vedremo. Noi andiamo avanti. Di sicuro abbiamo sbagliato un concerto. Ma anche Iemmello ha sbagliato un calcio di rigore ma è capocannoniere”.
Altra metafora calcistica da applausi: funziona sempre”. Anche l’invito a rimettere tutto in mano agli elettori non lo turba più di tanto. Si misurerà in Consiglio E Fiorita termina con un’ultima battuta: “Corsi e ricorsi storici”. Il riferimento è al consigliere del Gruppo Misto che fa parte dei “volenterosi e fattivi” che ha esternato molti dubbi sullo scioglimento anticipato del Consiglio. Ci permettiamo, allora, di suggerire un altro film, questa volta con Robert Benigni: “Jonny stecchino”. Anche se non gli somiglia “ppe niente”.
Categoria: Politica
Fonte: catanzaroinforma.it