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Carte d’identità cartacee: proroga “in zona Cesarini”. Salve le vecchie tessere fino alla scadenza naturale

Data: Wednesday, 17 June 2026 11:43

Il Consiglio dei Ministri ha deciso una proroga in extremis per le vecchie carte d’identità cartacee, che avrebbero dovuto andare in pensione il prossimo 3 agosto per fare spazio alla Carta d’Identità Elettronica. Per evitare il blocco degli uffici anagrafici comunali, messi a dura prova dai ritardi e dalle troppe richieste, i vecchi documenti ancora in corso di validità resteranno utilizzabili fino alla loro scadenza naturale per i rapporti con lo Stato e i servizi pubblici. Arriva anche un passaporto provvisorio per le emergenze.

Una decisione arrivata letteralmente in zona Cesarini salva milioni di cittadini e, soprattutto, toglie d’impaccio i Comuni italiani. Il prossimo 3 agosto avrebbe dovuto essere il giorno del giudizio per la vecchia carta d’identità di carta: da quella data in poi, l’unico documento d’identità legittimo sarebbe dovuto essere la Carta d’Identità Elettronica, comunemente chiamata CIE. Tuttavia, la realtà dei fatti ha cozzato contro i buoni propositi di digitalizzazione, spingendo il Consiglio dei Ministri a fare un passo indietro per evitare il caos.

In moltissime città, infatti, le macchine comunali si sono inceppate a causa di un volume di richieste impossibile da smaltire in tempi brevi, provocando file, ritardi e appuntamenti fissati a distanza di mesi. Per questo motivo il Governo ha stabilito che le vecchie tessere cartacee non scadranno ad agosto, ma accompagneranno i cittadini fino alla loro naturale scadenza, a patto che vengano utilizzate nei rapporti con la pubblica amministrazione o con i gestori di servizi pubblici. Non solo: per chi si ritrova con il documento già scaduto e vive in un Comune particolarmente lento, l’amministrazione locale potrà rilasciare una sorta di documento provvisorio d’emergenza in attesa che la carta elettronica sia pronta.

Questo rinvio non ferma comunque la transizione digitale dell’Italia, che deve adeguarsi agli standard di sicurezza europei. Per chi volesse o dovesse comunque richiedere la nuova carta elettronica, le regole rimangono le stesse. Il documento va richiesto al proprio Comune su appuntamento e la sua durata non è fissa, ma cambia per seguire la crescita del cittadino. Dura infatti tre anni per i bimbi sotto i tre anni, cinque anni per i ragazzi dai tre ai diciotto anni, e dieci anni per i maggiorenni. Esiste anche una validità limitata a un solo anno per chi, temporaneamente, si trova nell’impossibilità di farsi prendere le impronte digitali. Per averla servono una fototessera, il codice fiscale per sbrigare prima le pratiche e un pagamento di sedici euro e settantanove centesimi, a cui ogni Comune può aggiungere una piccola quota per i diritti di segreteria.

Categoria: Cronaca

Fonte: catanzaroinforma.it