
Data: Wednesday, 17 June 2026 12:35
Torna a Soverato IRA Festival, giunto alla sua seconda edizione: quattro giorni di danza contemporanea, teatro e performance sul litorale calabrese, dal 18 al 21 giugno 2026. Una manifestazione che conferma la sua vocazione internazionale e il suo ruolo di piattaforma privilegiata per la creazione e la presentazione di nuove opere.
IRA Festival torna a Soverato e si conferma luogo di incontro tra artisti, pubblico e comunità, valorizzando spazi urbani eterogenei — teatri, cortili, corridoi, campi da basket, sale parrocchiali e persino una stanza d’albergo — trasformati in scenari performativi per quattro intense giornate di programmazione.
Il programma come sempre si articola attorno a due anime complementari: gli Open Studios — momenti di apertura dei processi creativi al pubblico, nell’ambito dell’IRA Residencies Program — e gli Spettacoli, con produzioni di rilevanza nazionale e internazionale.
SOVERATO, CITTÀ – FESTIVAL
IRA non è un festival che arriva in una città: è un festival che cresce dentro di essa. Soverato non fa da cornice alla programmazione, ne è la materia stessa. Per la seconda edizione, teatri, cortili scolastici, palestre, corridoi vetrati, campi da basket, sale parrocchiali e persino una stanza d’albergo tornano a trasformarsi in spazi scenici a tutti gli effetti, restituendo al tessuto urbano una dimensione di festival diffuso che è uno dei tratti più riconoscibili del progetto. Come affermato dai co-direttori Pietro Monteverdi e Settimio Pisano, IRA nasce dalla “consapevolezza di un ruolo importante, in termini di responsabilità e di funzioni, nel riempire un incredibile vuoto nella proposta contemporanea multidisciplinare in Calabria e nel Meridione”. Soverato non è una location scelta solo per la sua bellezza, ma perché territorio vivo e fertile da abitare, trasformare e restituire alla propria comunità arricchito di nuove visioni.
UN MODELLO IBRIDO: RESIDENZA, PIATTAFORMA, FESTIVAL
IRA — International Institute for Performing Arts è un progetto ideato da Settimio Pisano e diretto da Pietro Monteverdi. Il nome richiama la prima parola dell’Iliade: forza distruttiva e creativa al tempo stesso, simbolo di una realtà che Pisano definisce “orizzontale, resistente, cooperativa” — un’istituzione che nasce ai margini per creare nuove centralità.
Il modello su cui si fonda IRA è ibrido per vocazione e lo è fin dalla prima edizione: non separa la creazione dalla presentazione, ma le intreccia in tre livelli distinti e complementari. IRA Residenze sostiene la creazione di giovani coreografi, offrendo spazio, tempo e risorse, con momenti di restituzione pubblica durante il festival. IRA Platform è la dimensione professionale: oltre cinquanta tra direttori artistici, curatori e produttori provenienti da tutto il mondo sono invitati a vedere i lavori in costruzione e partecipare a incontri informali — i cosiddetti “Pitch & Drink” — pensati per favorire il confronto in un’atmosfera distesa. IRA Festival è infine lo spazio aperto alla comunità: spettacoli e aperture pensati per coinvolgere il pubblico locale, con attenzione particolare ai giovani.
IRA: SNODO INTERNAZIONALE
IRA è, nelle parole dei suoi fondatori, un progetto di internazionalizzazione in entrata e in uscita. Il programma 2026 ne è la dimostrazione più concreta: tanti i progetti internazionali e le nuove partnership come quella con Piemonte dal Vivo, con il quale sono state selezionate le due creazioni di Davide Tagliavini Special K e NU di Virginia Spallarossa, la rete informale blOOM insieme a Fondazione Armunia, Santarcangelo Festival, Sardegna Teatro e Triennale Milano Teatro, grazie alla quale è stato prodotto lo spettacolo one-on-one Stanza di Gaetano Palermo e Michele Petrosino. Non mancano le collaborazioni internazionali, tra queste la residenza, che vede protagonista la giovanissima Maria Catalina Jorquera, in collaborazione con il festival Santiago OFF di Santiago del Chile e molto altro.
Come sottolinea Monteverdi: “L’obiettivo è creare un ecosistema europeo per la danza, favorendo proficui scambi tra artisti, istituzioni e pubblico. Condividendo conoscenze, risorse e creatività, puntiamo a uno sviluppo sostenibile della danza contemporanea promuovendone anche la diversità.” Per Pisano, IRA è qualcosa di ancora più radicale: “un tentativo di immaginare un nuovo modello, di segnare una via per le istituzioni artistiche del futuro. È un laboratorio politico sull’immaginazione.”
IL PROGRAMMA
GIOVEDÌ 18 GIUGNO
La serata inaugurale è affidata a due grandi nomi della danza italiana.
Piergiorgio Milano apre il festival alle ore 19:30 al Teatro sul mare con Fortuna — sottotitolo Naufragio all’inverso — una creazione che mescola danza e circo contemporaneo. Una struttura autoportante diventa barca in mezzo alla tempesta, mentre due performer raccontano, accompagnati da musica dal vivo, la storia di un naufragio al contrario: dagli abissi del fondale fino al momento della partenza. Milano, formatosi tra Italia, Belgio e Francia, vanta collaborazioni con James Thierrée, Sidi Larbi Cherkaoui e David Zambrano; dal 2024 è artista associato di Orbita|Spellbound.
A seguire, alle 21:30 al Teatro Comunale, va in scena Amazzoni di Silvia Gribaudi. Ippolita, Pentesilea, Antiope e le altre Amazzoni sono tornate — non per raccontare un mito, ma per attraversarlo. Cinque performer si allenano alla libertà, trasformando resistenza in ritmo e fatica in celebrazione. Una coproduzione tra Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e Le Gymnase CDCN di Roubaix, con musiche di Matteo Franceschini. Gribaudi, artista associata al Teatro Stabile di Torino (2025-2027), è una delle voci più riconoscibili della scena coreografica europea.
VENERDÌ 19 GIUGNO
La seconda giornata si apre nel pomeriggio con tre appuntamenti di Open Studio (IRA Residencies Program):
La serata propone poi due grandi prime:
SABATO 20 GIUGNO
La giornata si distingue per la presenza di una performance durational fuori dal comune.
Dalle 16:00 ogni 30 minuti, all’Hotel San Domenico, il duo Gaetano Palermo / Michele Petrosino presenta Stanza (Soverato) in prima assoluta — una performance one-on-one in cui il performer abita per otto ore una camera a occhi chiusi, in uno stato di volontario abbandono tra cedimento e sonno. Il pubblico entra uno alla volta, condividendo uno spazio intimo e sospeso: soglia sensibile tra rifugio, esposizione e controllo. Progetto del network blOOm, sviluppato con Santarcangelo Festival, Triennale Milano Teatro, Fondazione Armunia, IRA Festival e Sardegna Teatro. La performance replica anche domenica 21 giugno.
Gli Open Studios del pomeriggio includono:
La serata propone poi:
DOMENICA 21 GIUGNO
La giornata conclusiva ospita nuovamente Stanza di Palermo/Petrosino (dalle 16:00) e gli ultimi Open Studios:
Le grandi prime della sera conclusiva:
IRA Festival 2026 — Soverato (CZ), 18 > 21 Giugno 2026
Per informazioni e accrediti stampa: [email protected]
Categoria: Eventi
Fonte: catanzaroinforma.it